Primario Indipendente Anche sadomaso se vuoi un pompino accomodati

Lavoro sbagliato : 4

Anche sadomaso 51820

I due coniugi erano molto affezionati a sua madre e la accolsero con simpatia cercando di non farle pesare il distacco dalla campagna e la mancanza dei familiari, soprattutto dei quattro giovani fratelli e sorelle, che lei aveva in quegli anni accudito sostituendosi alla madre, lasciando ora tale compito alla sorella Carla, non ancora sedicenne. In pochi mesi Teresa si ambienta bene, sa stare al proprio posto ed è diventata una brava serva, apprezzata dai padroni che, di tanto in tanto, le concedono un giorno di libertà per poter tornare a casa a riabbracciare i familiari ed in particolare la cara mamma che fortunatamente si sta riprendendo, sebbene il decorso della malattia si profili ancora piuttosto lungo. Quella scoperta la metta per qualche giorno in ansia, ha come il timore che quel segreto sia un fardello troppo pesante da portare, è sempliciotta ma anche morbosamente curiosa, cerca di cogliere qualche sintomo diverso dal solito nella padrona ma il comportamento in sua presenza è sempre lo stesso, cortese e distaccato, a volte persino altezzoso. Gli ingressi in camera da letto divengono più frequenti e Silvia non da la sensazione di esserne infastidita, lentamente la serva sta facendo scrollare di dosso quella ritrosia pudica che accompagnava fino ad alcuni giorni prima gli incontri in deshabillé con la giovane. Il professore è uscito di casa di primo mattino quando Teresa entra nella stanza trovando Silvia ancora a letto assonnata: vuole che le porti la colazione in camera signora? Non sono solo le mani che scivolano sul corpo ma anche lo sfregamento della peluria sulla pelle che fanno tendere Silvia come un arco, sopraffatta dalla intraprendenza di quella giovane contadina, che dopo un tempo che le pare interminabile giunge in corrispondenza delle chiappe: sente la fica nuovamente stracolma di sughi quando le allarga le cosce e si inserisce con le ginocchia dentro le sue gambe, facendole sollevare il culo. Sono singhiozzi di piaceri quelli che emette Silvia quando avverte la bocca della serva poggiarsi sul culo per baciarlo, leccarlo, morderlo, mentre le mani spalancano le natiche esponendo il buchetto grinzoso. Silvia sembra impazzita, si contorce, si dimena, soffia, sbuffa, sparla, urla e schizza sughi dentro la bocca della serva che le divora ogni anfratto insaziabilmente.

Si presenta nuda e con un frusta, mi fa sdraiare sulla panchina, mi tira giù i pantaloncini e comincia a frustarmi poi mi fa ciucciare un cuneo anale e me lo infila senza pietà e ricomincia a frustarmi. Io tra i singhiozzi gli dico che mi possono vedere ella mi urla che non c'è nessuno sono tutti in ferie beati esse e che devo stare zitto. Ad un certo punto arriva la dama del terzo piano che rietra dalle vacanze in anticipo mi toglie il cuneo anale e mi dice poverino vieni via che gli parlo individualitа con la tua padrona. Andiamo a casa sua e poi chiama la mia padrona e gli dice affinché se vuole poteva cedergli il adatto schiavo che gli serviva per il giardino e la portineria. Pensai all'istante forse ci siamo e la acrobazia buona che mi sistemo. Per il resto Mi dirà volta per acrobazia. La paga è buona e ho anche 2 settimane di ferie.

Quel pomeriggio, Cristina, aveva posato per una marca di jeans, e la istantanea avrebbe campeggiato sui cartelloni pubblicitari di tutte le più grandi città. Cristina era davvero sexy immortalata in quel modo: in bianco e nero e di spalle. Indossava una maglietta cortissima che le scopriva la schiena, bucato intima di cotone, e un coppia di jeans a vita bassa; a piedi nudi. Il viso leggermente voltato, con su dipinto un sorriso allusivo, gli occhi chiusi.

L'umiliazione e la vergogna avevano lasciato il posto ad un turbamento il cui senso ancora non riusciva a appoggiare a fuoco. Come a sagome nascoste dietro ad un vetro opaco, intravedeva dentro di sé le emozioni affinché si agitavano: sentirsi usata ed abusata non la lasciava afflitta ma le lasciava un senso di piacere, bensм il cui significato e portata adesso non le era chiaro. Emilio da quel giorno non aveva più abusato di lei. Era venuto più volte a trovarle, e anche varie volte aveva visto sua madre in ginocchio a fargli un pompino, ma non l'aveva più toccata, forse rispettando una richiesta di Rosy. Fra lei e sua madre d'altronde non c'erano barriere o segreti, e spesso e apertamente assisteva ai suoi incontri sessuali.